lunedì 5 marzo 2012

SEO per Ecommerce

Il posizionamento nei motori di ricerca dei siti di commercio elettronico è un’attività complessa che coinvolge strategie SEO on site e off site, Social Media Marketing e studio della user experience.

I siti di commercio elettronico sono alcuni tra i più grandi al mondo. Con migliaia o addirittura milioni di prodotti generano migliaia o milioni di link, il che significa che implementare e gestire una strategia SEO per un sito e-commerce è estremamente difficile e richiede molto tempo.

Avere contenuto ottimizzato nelle pagine che descrivono i prodotti è uno dei fattori SEO per Ecommerce più importanti in quanto tali pagine raccolgono il contenuto più prezioso dell'intero sito. La scheda prodotto è il posto dove il cliente trova immagini, specifiche tecniche, recensioni, prezzi e opzioni per prendere finalmente una decisione d'acquisto.

Attenzione ai problemi di contenuto duplicato che possono derivare da altre aziende che vendono gli stessi prodotti utilizzando lo stesso contenuto per descriverli sui loro siti. Se si consente ad altri siti di commercio elettronico di vendere gli stessi prodotti, assicurarsi che vengano usate descrizioni uniche per i prodotti e parole chiave diverse. Infine, evitare di utilizzare le descrizioni dei prodotti fornite dai produttori perché quasi tutti le usano.

Implementare navigazione e reti di link interni SEO friendly è di vitale importanza per gli spider dei motori di ricerca che devono eseguire la scansione del sito, in particolare con i siti e-commerce che hanno migliaia o milioni di prodotti e link. Fare in modo cha sulla homepage ci siano i collegamenti diretti alle landing page delle categorie e assicurarsi che la mappa del sito abbia una struttura organizzata che elenchi tutte le principali categorie di prodotto. Collegare tra di loro le pagine di descrizione dei prodotti attraverso sezioni tipo "Prodotti consigliati" o "Chi ha comprato questo articolo ha scelto anche…" è un modo efficace per strutturare un’efficace rete di link interni.

Un’altra pratica molto utile per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca di un sito e-commerce è l’uso di URL SEO friendly. In rete esistono innumerevoli siti di commercio elettronico che utilizzano URL prive di parole chiave al loro interno e non ottimizzate in ottica SEO. Un esempio di URL non ottimizzata è http://www.nomesito.com//product.php?id_cat=35&id_product=93 in cui, al posto delle keyword rilevanti, compaiono id numerici privi di significato per i motori di ricerca. Meglio sarebbe riscrivere l’URL come http://www.nomesito.com/nome-categoria/nome-prodotto, inserendo opportunamente le parole chiave per aggiungere benefici in termini di posizionamento.

Utilizzare il motore di ricerca interno al sito per sostenere gli sforzi SEO. Molti siti e-commerce hanno motori di ricerca mediocri, usando i quali, spesso, i clienti cercano un prodotto e non appare nulla nonostante la pagina corrispondente a quel prodotto esista e sia raggiungibile navigando normalmente. I siti di commercio elettronico devono essere in grado di produrre query di ricerca per i nomi dei prodotti e delle categorie, per le caratteristiche e le specifiche tecniche degli articoli. Investire in potenti motori di ricerca interni è una necessità per un sito e-commerce di successo. Essi possono aiutare a capire quali parole chiave vengono in realtà utilizzate dai clienti, consentendo di ottimizzare le campagne SEO e PPC. Inoltre, i dati di ricerca interna raccolti mostreranno anche le parole chiave che convertono maggiormente in vendita e quelle che causano l’abbandono dal sito da parte dei visitatori.

L'esperienza dell'utente è un aspetto da tenere in forte considerazione per la riuscita ottimale di un sito di commercio elettronico. Osservando i siti e-commerce di maggior successo a livello mondiale, è possibile notare alcuni fattori di user experience che questi siti hanno in comune. In primis, mostrare fin da subito i prezzi e la descrizione dei prodotti per aumentare il tasso di conversione. Mettere a disposizione opzioni di ordinamento degli articoli che permettano di mostrarli in ordine alfabetico, in base alla disponibilità di magazzino, dal più costoso al più economico e viceversa. Prevedere il raggruppamento dei prodotti in più venduti, ultimi arrivi e articoli in evidenza.

Un altro fattore importante per i siti e-commerce e per l'esperienza utente è rappresentato dalla velocità e dalle prestazioni del sito. Più rapidi sono i tempi di caricamento della pagina e maggiori saranno il traffico di ricerca e il tasso di conversione. Google, infatti, ha cominciato a considerare la velocità del sito e il tempo di caricamento della pagina come un nuovo fattore di ranking per la ricerca organica. Quindi, è possibile stabilire che ai siti più veloci corrispondono, generalmente, un miglior posizionamento nelle SERP ed una user experience positiva.

Ancora, riuscire a progettare ed implementare Rich Snippet per il proprio sito di commercio elettronico, anche se non necessariamente fa salire di posizione nelle SERP, migliora la presentazione delle pagine nei risultati di ricerca, aumenta il CTR (click-through rate, la percentuale di click che gli utenti fanno sullo snippet) e favorisce l'esperienza dell'utente.

Infine, non bisogna trascurare i social media. Google prende in considerazione Like, Retweet e Share per determinare le classifiche di ricerca. Aggiungere i pulsanti per la condivisione nei social network alle pagine di descrizione del prodotto consentirà agli utenti di collegarsi al sito attraverso i social media. Interagire con i propri clienti tramite i social media è un ottimo modo per aumentare la consapevolezza del brand e le conversioni.

La SEO per Ecommerce è altamente competitiva e in continua evoluzione. Innovare e imparare dagli altri per comprendere meglio i motori di ricerca e il comportamento dei consumatori è fondamentale per il successo di qualsiasi sito di commercio elettronico.

giovedì 1 marzo 2012

Search Marketing: studiare il comportamento degli utenti per migliorare la ricerca delle keyword

Conoscere i consumatori ed il loro modo di agire durante il processo decisionale di acquisto è il presupposto fondamentale per sviluppare una strategia di search marketing di successo.

Anche se è importante prendere in considerazione il ROI nello sviluppo di una strategia di search marketing, ci sono molti altri fattori da considerare per ottenere il successo a lungo termine di un business online. Tipicamente in una campagna di posizionamento nei motori di ricerca, il primo e più critico passo è la ricerca delle parole chiave. Questa fase pone le basi per i successivi sforzi SEO. Prima di iniziare la ricerca delle keyword, è essenziale comprendere i propri utenti e il loro processo decisionale. Essere visibili nelle fasi cruciali del processo decisionale del consumatore contribuirà a costruire e rafforzare la consapevolezza del brand posizionandolo in cima alle preferenze degli utenti.

La ricerca delle parole chiave va oltre l’analisi dei volumi di ricerca e della concorrenza. È fondamentale capire la propria base di clienti e il loro comportamento durante la ricerca. Ad esempio, esistono molti strumenti, come Google Insights e Google Trends, che possono aiutare a conoscere meglio quali sono le tendenze di ricerca e come gli utenti trovano i prodotti e i servizi tramite i motori di ricerca. Può essere utile anche condurre un'indagine per ottenere informazioni sul modo in cui i clienti prendono le decisioni di acquisto.

Quando si effettua la ricerca delle keyword, cercando di trovare le migliori opportunità, ci sono diversi elementi da considerare se si vuole conseguire il successo a lungo termine. Una strategia di search marketing, come ogni strategia di business, dovrebbe avere obiettivi sia a lungo che a breve termine. Come si diceva in apertura, ogni strategia di search marketing dovrebbe concentrarsi sulla redditività, ma senza trascurare altri fattori che aiutano a costruire la credibilità del brand. Questi fattori sono difficili da misurare; tuttavia, se si prendono in considerazione i principi espressi in questo articolo e si dedica del tempo per capire meglio i propri utenti, si potranno di certo raggiungere migliori risultati nelle attività di SEO e Web Marketing.

Di seguito si riportano le tappe del processo di ricerca che il consumatore affronta quando prende una decisione di acquisto. Il tempo dall'inizio alla fine del ciclo può variare notevolmente a seconda del prezzo e delle caratteristiche del prodotto o servizio.

La consapevolezza di un bisogno
È l'inizio di ogni decisione di acquisto e può essere stimolata da una necessità o da un desiderio. Potrebbe trattarsi di un bisogno di base, come la fame che spinge alla ricerca di cibo, o potrebbe essere generata da un messaggio pubblicitario che reclamizza il prodotto del momento.

Ricerca di informazioni
In questa fase del processo decisionale dell'acquirente è fondamentale che il proprio brand sia in prima linea nella mente del consumatore, o in prima linea dove cercherà di ottenere informazioni (motori di ricerca). A seconda del business e delle risorse a disposizione, è necessario sviluppare una strategia per essere visibili con i termini di ricerca pertinenti, i quali possono includere anche parole chiave che non generano vendite alla prima visita. Non solo è importante essere visibili con keyword rilevanti, ma è importante anche capire dove i clienti vanno per ottenere informazioni attraverso la ricerca di Google o visitando siti di recensioni.

Valutare le alternative
In questa fase i consumatori hanno finito di tastare il mercato e hanno sviluppato una serie di valutazioni. A seconda del prodotto e del settore, la maggior parte dei consumatori si trova di fronte ad una scelta di circa 3-5 marche o prodotti.

Decisione di acquisto
La maggior parte delle strategie di posizionamento cerca di catturare i consumatori in questa fase del processo di acquisto. Giunti a questo punto, se l'azienda non ha lavorato con diligenza, il suo brand/prodotto/servizio non sarà presente tra le scelte dell’utente, mettendo a serio rischio le probabilità di effettuare una vendita. Se, invece il brand ha raggiunto il consumatore in ciascuna fase del processo decisionale, le possibilità di effettuare una vendita sono molto più alte.

Post vendita
In questa fase del processo decisionale si ha la possibilità di continuare il rapporto con il cliente. È la fase in cui i consumatori esprimono il loro livello di soddisfazione verso il prodotto/servizio acquistato ed è qui che si ha l’opportunità di incoraggiare i clienti a scrivere recensioni sull’attività, trasformandoli in clienti abituali. Bisogna sempre ricordare che è molto più facile mantenere un cliente che acquisirne uno nuovo.

Studiare il processo di ricerca dei consumatori è di sicuro aiuto per condurre un’efficace ricerca delle keyword e per determinare le mosse strategiche da fare per essere visibili ai propri clienti. Tutte le fasi del processo decisionale di acquisto sono importanti ed è fondamentale avere una strategia di search marketing a supporto di ciascuna di esse, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore diffusione del brand ed il successo a lungo termine del proprio business.

venerdì 17 febbraio 2012

Ottimizzazione motori di ricerca: per lingua o per paese?

Presentazione dei criteri che è possibile adottare nell’ottimizzazione per i motori di ricerca al fine di posizionare i siti web per i mercati esteri e soddisfare le esigenze dei clienti internazionali.

Quando si tratta di sfruttare i motori di ricerca per raggiungere i mercati internazionali, il lavoro di ottimizzazione siti web e posizionamento va svolto in maniera un po' diversa. Ampliando gli orizzonti iniziano a formarsi legami con utenti che non solo parlano lingue diverse, ma possiedono anche differenti aspettative culturali circa i loro rapporti di business online.

Esistono due approcci generali per soddisfare le esigenze dei clienti internazionali:
  • porre il focus sulle lingue;
  • considerare i mercati esteri paese per paese.

OTTIMIZZAZIONE MOTORI DI RICERCA PER LINGUA

Mentre la scelta delle giuste parole è la chiave della comunicazione a livello internazionale, le strategie SEO che si hanno a disposizione non variano molto da una lingua all'altra. Tenere a mente, però, che quando si cambia lingua è importante catturare l'attenzione di quei motori di ricerca progettati per quella specifica lingua, per cui vale la pena spendere del tempo per capire per quali motori è necessaria l'ottimizzazione.

Il vantaggio di ottimizzare per lingua è che permette di raggiungere, con un sol colpo, un vasto pubblico di nuovi clienti. L'inglese dà già la possibilità di raggiungere i mercati di tutto il mondo. Aggiungendo lo spagnolo è possibile includere, oltre la Spagna, gran parte del Sud America. Il francese può dare accesso a molti paesi africani, oltre che a parte dell'Europa occidentale. Infine, considerare quante persone dentro e fuori la Cina leggono il cinese, può aiutare a comprendere come l'aggiunta di alcune lingue chiave per le attività di SEO e Web Marketing può fare entrare in aree significative del mercato globale.

Utilizzare un approccio SEO basato sulla lingua può essere un'opzione rapida e conveniente. È possibile concentrarsi sulla ricerca delle migliori keyword possibili, che non necessariamente saranno le stesse per tutte le lingue.

D'altra parte, si potrebbe scegliere di non ricorrere all'ottimizzazione per lingua se si ha interesse a promuovere il proprio sito web solo in alcuni paesi. Per esempio, il Brasile potrebbe essere un mercato chiave per la propria azienda, mentre il Portogallo potrebbe non andare bene per lo stesso business.

Inoltre, nel caso di una lingua utilizzata in più nazioni, bisogna prendere in considerazione anche l'eventuale ottimizzazione su scala regionale piuttosto che globale. Esistono, infatti, termini appartenenti ad una stessa lingua che assumono significati diversi a seconda del paese di riferimento (come capita, per esempio, con alcune parole in inglese che sono interpretate in modo differente negli Stati Uniti rispetto alla Gran Bretagna).

OTTIMIZZAZIONE MOTORI DI RICERCA PER PAESE

La scelta di rendere visibile il contenuto di un sito internet a un paese specifico è conosciuto come geo-targeting. Sebbene un'attività SEO di questo tipo inizialmente possa sembrare scoraggiante, il fatto che sia più specifica può rendere la strategia di marketing più efficace. Il geo-targeting infatti, permette di distribuire i contenuti online solo nei mercati a cui si è interessati, senza doversi preoccupare degli altri.

Inoltre, dà la flessibilità necessaria per fornire contenuti rilevanti a livello locale in paesi diversi che condividono una lingua comune, senza dover duplicare i contenuti su più domini di primo livello, e, grazie alla geolocalizzazione delle pagine per i vari paesi, le differenze linguistiche e culturali non rappresentano un problema.

Produrre accurati contenuti geolocalizzati può aiutare a ridurre significativamente il numero di visitatori che non trovano sul sito ciò di cui hanno bisogno ed escono, facendo diminuire la frequenza di rimbalzo. Può darsi che non faccia crescere il numero complessivo di visitatori, ma di sicuro si hanno maggiori probabilità di vedere aumentare le conversioni.

Nel ricorrere al geo-targeting è importante tener presenti alcune situazioni e condizioni in cui questo approccio SEO potrebbe non essere adatto a soddisfare le esigenze di business. Per esempio, gli utenti trovano i contenuti geolocalizzati solo se effettuano la ricerca tra i risultati locali. Inoltre, strutturare un contenuto rilevante per un paese specifico significa che i potenziali clienti che parlano quella lingua ma si trovano in altri paesi probabilmente non lo vedranno.

Un'altra considerazione da fare è che molti paesi hanno più di una lingua ufficiale; per esempio, se si desidera raggiungere la Svizzera, si rischia di ignorare circa un terzo della popolazione se si è scelto di fornire il contenuto solo in tedesco.

giovedì 16 febbraio 2012

10 cose da evitare per rendere efficaci i contenuti di un sito web

In un Web dove il contenuto è re, imparare a dare la giusta importanza ai contenuti e a non commettere errori che possono compromettere la visibilità, la credibilità e la resa di un sito internet.

Solo pochi anni fa, i motori di ricerca potevano essere ingannati facendo credere loro che un sito internet era utile pubblicando regolarmente contenuti ricchi di parole chiave. Oggi, algoritmi più sofisticati e l'ascesa dei social media hanno reso il Web un luogo molto più esigente.

Di seguito si elencano 10 aspetti negativi da cui stare in guardia per preservare i contenuti e migliorare le performance di un sito web.

1. Frequenza di rimbalzo elevata
Anche se il sito ha un buon posizionamento nei motori di ricerca, ad un certo punto ha bisogno di vendere prodotti e/o servizi a persone reali. Considerato che la frequenza di rimbalzo sta diventando un fattore sempre più importante nell'algoritmo di Google, ci sono ancora meno scuse per avere nel sito contenuti scadenti, magari pieni zeppi di keyword ma poco utili per gli utenti. Un contenuto di qualità non deve solo puntare sulle parole chiave, ma ha bisogno anche di essere convincente e persuasivo, in modo da spingere i visitatori a fidarsi e a spendere i loro soldi. Investire nella creazione di contenuti originali e coinvolgenti, scritti con un occhio al marketing, può aumentare il tasso di conversione e quindi il rendimento del sito internet.

2. Nessun segnale sociale
Studi recenti stanno mostrando una chiara correlazione tra le classifiche dei motori di ricerca e i segnali sociali. Se il contenuto del sito non viene condiviso all'interno dei social media, allora è meno probabile che sia un contenuto di qualità e di conseguenza è meno probabile che scali le SERP.

3. Contraddire Google
Il fatto è che, se si vuole ottenere un buon posizionamento, è un'ottima idea seguire le regole di Google. Controllare le linee guida sui contenuti negli Strumenti per i Webmaster di Google relative all'Assenza o scarsa presenza di contenuti originali. Se la maggioranza delle pagine corrisponde alla descrizione di Siti affiliati poveri di contenuti, Pagine doorway, Contenuti generati automaticamente, Contenuti di altri siti, si può già essere penalizzati nei risultati di ricerca, senza nemmeno rendersene conto.

4. Assenza di link in entrata
Se non si ha nulla di originale da dire, non c'è ragione che spinga le persone a leggere le pagine del sito e a decidere di linkarle. Gli algoritmi dei motori di ricerca prendono in considerazione i link in entrata per stabilire quanto sia importante una pagina, nel più ampio contesto del Web. Se si fornisce contenuto informativo, interessante ed educativo la gente sarà maggiormente disposta a condividerlo nei social network e a linkarlo nei propri siti web, contribuendo ad elevare il livello di prestigio del sito e a migliorare i risultati nei motori di ricerca.

5. Nessun commento
I commenti sono un modo di impegnarsi con i propri lettori. Possono trasformare il processo a senso unico di chi legge la pagina in un dialogo bidirezionale e possono aiutare a creare un pubblico fedele di persone che trovano i contenuti del sito tra i loro risultati di ricerca. Incoraggiare le persone a commentare porta alla creazione di contenuti interessanti, capaci di stimolare il dibattito; bisogna stare attenti, però, a non assumere un tono troppo polemico che potrebbe allontanare potenziali clienti in modo permanente.

6. Potrebbe non adattarsi bene
Il contenuto testuale delle pagine deve essere tale da adattarsi sia al layout del sito web che alla categoria di utenti a cui si rivolge. Questo per non rovinare la compostezza dell'interfaccia grafica e, soprattutto, per non produrre contenuto inadeguato o in eccesso al punto che nessuno riuscirà mai a leggerlo fino alla fine.

7. Mancanza di ottimizzazione
Non bisogna tralasciare le attività di ottimizzazione siti web per ottenere buone performance. È importante utilizzare le keyword rilevanti come anchor text dei link per soddisfare le esigenze SEO, ma senza rovinare la grammatica delle frasi. Inserire le parole chiave scelte nelle intestazioni del testo, utilizzando gli opportuni tag HTML (h1, …, h6). Adattare l'ottimizzazione on page al resto dei contenuti, come le didascalie delle immagini, le URL, il titolo della pagina e i meta tag, per un risultato davvero ottimale.

8. Contenuti duplicati
A volte, quando si esegue una ricerca su Google, è presente un link in fondo ai risultati che dice: "Al fine di visualizzare i risultati più rilevanti, sono state omesse alcune voci molto simili a quelle già visualizzate. In alternativa, è possibile ripetere la ricerca includendo i risultati omessi". Se il contenuto del sito è copiato da altre fonti, con troppe citazioni esterne, o è solo leggermente diverso da una pagina pubblicata su un altro sito, si rischia che le pagine vengano filtrate come contenuti duplicati.

9. Divorati dal Panda
L'aggiornamento Google Panda è nato per punire i siti internet con contenuto copiato da altre parti del Web e le cosiddette "content farm". Se si copiano i contenuti di altri siti, parola per parola, si rischia di infrangere le leggi sul copyright o di subire il filtraggio dei duplicati per le singole pagine. Inoltre, l'intero sito potrebbe scomparire dai risultati di Google poiché l'algoritmo, adesso, guarda alla qualità complessiva del sito molto più da vicino.

10. Non è etico
Il proprio codice etico personale potrebbe anche consentire di copiare i contenuti da altri siti, ma prima di tutto è necessario dare priorità agli interessi dei clienti. Le persone sono sempre più sensibili nei confronti degli impegni assunti dalle imprese in tema di responsabilità sociale e farle sospettare che il contenuto di un sito sia stato messo su sfruttando il lavoro svolto da altri potrebbe danneggiare la reputazione dell'azienda. Avere contenuti davvero originali dimostra un livello di impegno etico in grado di supportare anche tutti gli altri sforzi profusi nella gestione di problematiche d'impatto sociale e morale.

lunedì 13 febbraio 2012

Social Media Marketing: bisogna avere paura della saturazione sociale?

Il crescente numero di social network e la loro massiccia diffusione rischia di saturare il mercato del Social Web. Ecco alcune considerazioni che possono aiutare ad affrontare il problema.

Nonostante si senta parlare abitualmente degli ormai tradizionali siti di Facebook e Twitter, in rete esistono letteralmente centinaia di altri social network. Questa cifra elevata potrebbe apparire come una cosa molto positiva per chi si occupa di Web Marketing ma, secondo recenti studi e i pareri di molti esperti, potrebbe rappresentare, invece, l’esatto contrario. La radice del problema sembra essere proprio il crescente numero di opzioni a disposizione, cosa che prende nome di “saturazione sociale”.

Una ricerca condotta recentemente dall’agenzia Forrester Research suggerisce che, dal momento che quello dei social media è un fenomeno di portata mondiale, restano poche possibilità per i nuovi competitor di entrare in questo mercato. La società di ricerca americana, infatti, prevede che il mercato social diventerà saturo al punto che alcuni dei servizi minori e meno conosciuti cesseranno del tutto di esistere. Altre ricerche dimostrano che la popolazione di utenti che i social network si possono contendere si sta esaurendo, quindi, anche se la saturazione sociale può non essere qualcosa che gli esperti di Social Media Marketing devono temere, di sicuro è un argomento che devono cominciare ad affrontare.

Comprendere il proprio pubblico di riferimento
Se un’azienda ha una specifica utenza target, la maggior parte delle persone che fanno parte di quel pubblico con molta probabilità interagisce regolarmente con qualcuno dei siti di social networking presenti in Internet. È importante studiare e comprendere i propri utenti e, soprattutto, scoprire quali sono i luoghi della rete che queste persone preferiscono frequentare. Conducendo una semplice indagine sul proprio sito web o via e-mail si potrebbe appurare, ad esempio, che la maggior parte dei clienti sono utenti attivi di Facebook. Con queste informazioni a portata di mano, si potrebbero investire gli sforzi per cercare di coinvolgerli con una pagina aziendale di Facebook invece di perdere tempo con Twitter, LinkedIn, o altri social media con cui hanno meno probabilità di entrare in contatto.

Unire diverse strategie di marketing
Non si può negare che i social media rappresentino un efficace strumento di promozione online. Detto questo, funzionano meglio in tal senso se combinati con altre strategie di marketing. Queste potrebbero prevedere l’utilizzo di metodi tradizionali, come la posta ordinaria o l’advertising cartaceo, e di canali digitali, come l’e-mail marketing o il posizionamento nei motori di ricerca. Bilanciare attentamente l’uso di diverse piattaforme pubblicitarie può essere di enorme aiuto nell’evitare gli effetti collaterali della saturazione sociale, permettendo sia all’azienda che ai suoi utenti di beneficiare di volta in volta, a seconda della situazione e del mercato di riferimento, della migliore fra le tecniche utilizzate.

Condurre una campagna sociale mirata
All’inizio dell’articolo si è chiarito il fatto che c’è una miriade di social network tra cui scegliere. Niente impedisce di creare numerosi profili sociali per il proprio brand aziendale utilizzando molte delle piattaforme presenti online, ma è più opportuno concentrarsi solo su alcuni social media piuttosto che cercare di conquistare l’intero Social Web. Che si tratti di Facebook, Twitter e LinkedIn o un'altra combinazione, limitare il numero di siti su cui agire consentirà di mantenere una maggiore attenzione su di essi, una migliore capacità di ascolto verso gli utenti e, cosa più importante, impedirà di raggiungere la saturazione sociale troppo in fretta.
 

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